21/03/2014

Mercato del lavoro beta version

I. MERCATO DEL LAVORO BETA VERSION

96 Se fosse piena occupazione sarebbe giusto tornare a regolare le forme contrattuali: ma non è così! Ora bisogna creare lavoro di qualità.

97 Contratto Unico Inserimento? Un imbroglio! Meglio investire su nuove competenze giovani: valorizzare e garantire diritti #Apprendistato.

98 PianoLavoro vuole legare scuola, Università, imprese e garantire durata, formazione, retribuzione, partecipazione nuovi lavori creati.

99 #MercatoLavoroBetaVersion: 100 città sperimentano nuovo lavoro ricco su progetti condivisi: con garanzie per 3 anni. Poi il legislatore.

100 Partecipazione cognitiva, consapevole e responsabile: unica via per innovare politica, democrazia, sindacato, lavoro #JobFact.

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Di Redazione il 21/03/2014 alle 13:08 | Non ci sono commenti

20/03/2014

Piano del lavoro. Istruzioni per l'uso #3

90 Sei Studente? Fai un progetto per migliorare la tua città con i tuoi compagni e presentalo al Sindaco (assieme al Prof).

Anche se il sapere è universale, esercitalo sulla realtà che ti circonda. La scuola e lo studio non vivono in astratto, fanno parte di una comunità e di una storia (è sempre stato così, ai tempi di Atene o di Roma o Firenze) evolvono con loro. Prova ad applicare le tue conoscenze allo studio del tuo territorio: dei suoi limiti, delle sue potenzialità, dei suoi bisogni. Prova a costruire progetti per migliorare le condizioni di vita della tua città a partire dall’impiego delle nuove tecnologie. Convinci i tuoi compagni (e il Prof) a presentare le tue idee in Comune, al Sindaco. Il Sindaco è tenuto ad ascoltarti, a dirti se i progetti sono utili e realizzabili, a metterti in contatto con imprese interessate. Se non ti riceve presentali alla stampa.

91 Sei precario o inoccupato? Chiedi politiche attive per lavoro, rivolgiti al #Sindacato (Inca e categorie), informati: non sei solo.

Se sei un precario in una fabbrica in cui non c’è sindacato o le RSU non si occupano di te, rivolgiti alla struttura sindacale territoriale. Se puoi cerca altri nelle tue condizioni e andateci insieme. Fai vedere loro il tuo contratto e chiedi garanzie e tutele. Vi devono “pendere in carico”. La Cgil ha un sistema di servizi che può assisterti prima, durante e dopo il rapporto di lavoro: come lavoratore, come cittadino, come contribuente. Se sei in cerca di lavoro rivolgiti ai centri per l’impiego, ma non solo: non limitarti a chiedere un lavoro, offri le tue competenze. Cerca stage formativi, partecipa al volontariato sociale. Vai alle strutture Informagiovani dei Comuni.

92 Sei un parasubordinato o partita IVA? Costruisci una società o un co-working con amici e proponi i vostri servizi a #Comunità.

Se sei un professionista o un collaboratore, rivolgiti ai servizi che promuovono l'avvio di un'attività, pianifica il tuo progetto, condividilo con altri lavoratori autonomi e chiedi al tuo Comune o alla Regione di destinare degli spazi per una società tra professionisti o un co-working e di sostenere l'avvio della vostra nuova attività imprenditoriale. Rivolgiti al sindacato o alle associazioni di categoria e chiedi di creare dei luoghi in cui possano dialogare con voi e ascoltare le vostre esigenze per rappresentarle.

93 Sei pensionato? Mettiti a disposizione della comunità, trasmetti ai giovani la tua esperienza e il saper fare: #Cittadiniattivi.

L'età media della popolazione italiana sta crescendo. Le persone, per fortuna, vivono più a lungo. Le città si stanno confrontando con esigenze nuove che derivano dalla presenza di un gran numero di anziani che in parte vivono soli. Ma gli anziani sono anche una risorsa se si promuove la cittadinanza attiva. L'anzianità attiva fa anche bene alla salute. Le persone in pensione hanno un patrimonio di esperienze e conoscenze che non si debbono disperdere. Dovrebbe essere il Comune a promuovere la cittadinanza attiva. Se non lo fa rivolgiti al sindacato dei pensionati o alle associazione del volontariato e del terzo settore e metti le tue conoscenze a disposizione della tua comunità. Potare le piante di un giardino o coltivare l'orto un sapere ormai raro, anche cucinare bene lo sta diventando, come i piccoli lavori di idraulica, di falegnameria e di muratura. Insegna quello che sai ai pi giovani. Scambia con loro informazioni e conoscenze. Impara a usare internet: chiedi ai tuoi nipoti di insegnartelo.

94 Fai volontariato sociale? Fai conoscere la tua attività e chiedi che venga riconosciuta e valorizzata. Innovazione sociale in città.

Il volontariato sociale svolge una funzione di integrazione del welfare di comunità che se venisse meno abbasserebbe il livello medio di assistenza nel Paese e lascerebbe i più deboli senza servizi. Basti pensare alle mense per i poveri o ai volontari del 118 e della Protezione Civile. Tra i giovani è molto sentito il desiderio di fare qualcosa per aiutare gli altri. Non ci sono strutture istituzionali che facilitino, orientino, riconoscano il volontariato. Dovrebbero essere i Comuni a farlo, ma non sempre così. Il volontariato vive e cresce senza che ne siano riconosciuti funzione e valore. Se fai già volontariato rendi pubblica la tua attività e chiedine un riconoscimento pubblico. Se desideri fare qualcosa per la tua comunità rivolgiti al mondo dell'associazionismo e del terzo settore. Offri agli altri quello che sai e sai fare. Ad esempio proponiti per insegnare la lingua e la storia italiana ai migranti o di fare mediazione sociale. La città è il luogo in cui le diverse culture si arricchiscono integrandosi nella solidarietà.

95 Hai un progetto su cui avviare un'impresa di giovani? Chiedi assistenza e consigli utili a Camera Commercio, Cooperazione, Sindacato.

Se sei giovane e vuoi avviare un'impresa o un'attività di lavoro autonomo hai la possibilità di utilizzare agevolazioni fiscali o facilitazioni per l'accesso al credito e puoi utilizzare servizi pubblici per l'autoimprenditoria e le start up presenti in numerose città. Servitene e informati. Non perdere l'occasione di realizzare le tue aspirazioni. Se nella tua città non sono presenti questi servizi vai al sindacato e rivendicatene l'apertura assieme.

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Di Redazione il 20/03/2014 alle 17:28 | Non ci sono commenti

19/03/2014

Piano del lavoro. Istruzioni per l'uso #2

83 Dirigi sindacato territoriale? Indirizza saperi, organizza bisogni territorio, fa progetti condivisi, portali al Sindaco, #bastaconvegni.

84 Sei Sindaco? Investi su giovani, coinvolgili: #borse, concorsidee, cultura diffusa, welfare-comunità, volontariato: #utilitàsociale.

85 Delegato sindacale (RSU)? Proteggi condizioni lavoro giovani precari, fattene carico e coinvolgili nella contrattazione inclusiva.

86 Professore Liceo? Indaga storia città: è ricca di sapere arte cultura scienza. Insegna allievi a trasferire ad altri loro conoscenze.

87 Professore Univ? Porta allievi su campo: mostra lavoro imprese, istituzioni, servizi pubblici, sociale: favorisci #tirociniformativi.

88 Sei giornalista? Scendi da nuvole: descrivi lavoro che c’è e quello che manca: #lavoronuovo #lavoronecessario #lavoropossibile.

89 Sei imprenditore? Investi su lavoro giovane, non titoli borsa: lavoro qualificato stabile dà più valore alla tua attività: #fidelizza.

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Di Redazione il 19/03/2014 alle 12:47 | Non ci sono commenti

17/03/2014

Piano del lavoro. Istruzioni per l'uso #1

H. PIANOLAVORO, ISTRUZIONI PER L’USO

78 Per creare buon lavoro stabile e ricco di contenuti ci vuole un concorso di azioni: #ciascunofaccialasuaparte.

79 Sei Presidente Consiglio? Dai a Paese indirizzi d’innovazione. Con soldi patrimoniale e evasione investi su giovani #JobFact.

80 Sei Ministro? #bastasussidi: fa PianoLavoro giovani su progetti innovazione, estendi #serviziocivile. #NuovaPoliticaIndustriale.

81 Dirigi sindacato di categoria? Apri confronto con imprese su innovazione prodotto, processo, organizzazione lavoro #JobFact.

82 Sei Assessore regionale? Smetti finanziare formatori a prescindere: usa fondi formazione per sostenere occupazione giovani #JobFact.

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Di Redazione il 17/03/2014 alle 14:52 | Non ci sono commenti

14/03/2014

Cosa è il Piano del lavoro Cgil

G. COSA NON È, COSA È IL PIANO LAVORO CGIL

67 PianoLavoro non è piano quinquennale tardosovietico che arriva da Governo centrale: tutti ne parlano, nessuno lo realizza. #NoGosplan

68 PianoLavoro non è un progetto di #politicaindustriale di settore (anni ’70): pochi indirizzi generici e molte sovvenzioni alle imprese

69 PianoLavoro non è spesa pubblica aggiuntiva, a pié di lista, senza vincoli e obbiettivi: più #qualitàspesa per creare nuovo lavoro

70 PianoLavoro non è ennesima riforma legislativa mercato del lavoro nella speranza che imprese primaopoi assumano: #nonfunziona [continua]

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Di Redazione il 14/03/2014 alle 12:46 | Non ci sono commenti

12/03/2014

Chi paga

F. CHI PAGA

55 #FondiStrutturali Europei: 30 miliardi in Italia fino 2020: x ridurre differenze regionali e aumentare competizione. Quali priorità?

56 FSE sono affidati a Stato e Regioni che investono anche da loro bilanci. Chi decide i Piani Operativi? concertare x #Lavoroalcentro

57 Ogni anno Stato spende 50 mld contocapitale (650 spese correnti): chi decide priorità? UE? Ragioneria Stato? Lobbies? o #Paesereale?

58 Commissario #SpendingReview: invece che obbiettivi di taglio al buio, orientare spese con #prioritàLavoro, nuovo #Pattostabilità [continua]

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Di Redazione il 12/03/2014 alle 12:17 | Non ci sono commenti

11/03/2014

Il dialogo con i governi regionali

di Leonello Tronti 
Scuola superiore della pubblica amministrazione

Non si può che concordare con la seconda indicazione di fondo del Piano, quella della necessità di aprire sistematicamente al dialogo sociale la dimensione territoriale, in particolare con i governi regionali, se non altro per l’urgenza di riconoscere appieno il nuovo impianto federalista dello Stato. Parlo di dialogo sociale e non di concertazione, e ancor meno di contrattazione, perché credo che la contrattazione debba rimanere circoscritta alle aziende, mentre al livello della politica spetta il compito di elaborare disegni di sviluppo condivisi, che prendano corpo in comportamenti coerenti dei partner sociali anche in assenza di qualunque contropartita finanziaria da parte dello Stato. Il dialogo sociale deve trovare i propri incentivi essenzialmente nei vantaggi che derivano a tutti dall’adozione di comportamenti cooperativi e dal mantenimento di reciproci impegni, convergenti al fine comune del progresso.  [continua]

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Di Redazione il 11/03/2014 alle 14:50 | Non ci sono commenti

06/03/2014

Chi fa cosa

E. Chi fa cosa

46 #PianoLavoro parte dall’alto ma si attiva dal basso, se la politica nazionale risulterà impreparata o inadempiente.

47 Sindacati devono aprire un confronto con il Governo per un #PianoStraordinario x Occupazione Giovanile, #GaranziaGiovani.

48 #PianoGiovani deve essere legato a priorità nazionali, risorse pubbliche finalizzate, progetti locali di innovazione.

49 #Cgil intende avviare PianoLavoro in Regioni e Territori, con Presidenti e Sindaci, imprese e associazioni: forma aperta e inclusiva. [continua]

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Di Redazione il 06/03/2014 alle 14:03 | Non ci sono commenti

05/03/2014

Partire da dove

D. Partire da dove

30 PianoLavoro è progetto aperto x innovazione: servizi, infrastrutture, salute, condizioni vita a livello europeo. #Crescitasostenibile.

31 #Prevenire: dissesto idro-geo, rischio sismico, sicurezza: scavare fiumi, alzare argini, piantumare; tutelare benicomuni, ristrutturare.

32 #Convertire: ridurre import-energia, investire rinnovabili, recuperare perdite distribuzione, avviare micro produzione, smart grids. [continua]

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Di Redazione il 05/03/2014 alle 18:13 | Non ci sono commenti

03/03/2014

Il modello è l'economia mista

di Stefano Sylos Labini 

Dobbiamo ricordarci che negli anni trenta per far fronte alla crisi più grave del capitalismo mondiale, furono varate delle nazionalizzazioni di vasta portata che in Italia diedero alla luce l’Iri (Istituto per la ricostruzione industriale), creando le basi per quello che poi fu definito “il miracolo economico”. Fu proprio il modello dell’economia mista che permise al nostro paese di conquistare un posto di rilievo tra le grandi potenze industriali e che ancora ora oggi ci sta consentendo di beneficiare di un alto tenore di vita.

E non è un caso che il progressivo declino dell’economia italiana si sia manifestato in concomitanza di un imponente processo di privatizzazione avviato all’inizio degli anni novanta. Lo Stato dunque non deve essere solo il regista, ma può essere anche un attore protagonista nello sviluppo dell’economia attraverso grandi imprese e banche pubbliche. È evidente che il nuovo intervento pubblico, così come accadde negli anni trenta, trae origine dalla crisi in cui versa l’economia italiana e dalla debolezza del nostro capitalismo privato: oggi sta avendo luogo un preoccupante processo di deindustrializzazione, mentre si continua a ridurre la dimensione media delle imprese.

E l’unico soggetto in grado di intervenire è la Cassa depositi e prestiti, che è dotata di notevoli risorse finanziarie. Certamente, occorre tenere alta la guardia per evitare quei fenomeni di corruzione e di degenerazione che si manifestarono nel sistema delle partecipazioni statali sin dagli anni settanta, quando la politica inquinò la gestione manageriale delle grandi imprese e delle banche pubbliche. Ma ciò non deve impedire di attuare un nuovo intervento pubblico per rilanciare gli investimenti industriali e quindi la crescita dell’economia italiana.

da rassegna.it

TAG stato stefano sylos labini economia mista

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Di Redazione il 03/03/2014 alle 13:30 | Ci sono 2 commenti

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